Feudo del Biviere – 2018

6 febbraio 2018

INSTALLAZIONE PERMANENTE

DELL’ARTISTA ANGELO TOTO

“Ricerca dell’identità”

un luogo dove ognuno di noi può ritrovare il proprio Kairos (opportunità, occasione, momento in cui qualcosa di speciale accade) per meditare su tutto, ma soprattutto riflettere su se stesso.
In questa istallazione l’artista angelo toto presenta un assaggio della sua ricerca che diventa anche sperimentazione degli ultimi 5 anni dal 2013 ad oggi. Un viaggio introspettivo che ci porta attraverso lo studio del volto umano esaminando l’aspetto psicologico del personaggio ed anche la ricerca di nuovi materiali che creano delle opere quasi vive che vogliono prendere vita propria. etcc

Ingresso soggiorno-

Descrizione: 

“not”

I volti, quelli puri ed innocenti dei bambini, per dire “no” a qualsiasi forma di razzismo umano, sociale e culturale. Volti che esprimono concetti e parole, sorrisi e pensieri, abbracci e tenerezza, per dire di “no” a quel razzismo quotidiano con cui siamo ormai soliti convivere, anche sui social network.

ancora una volta sono i più piccoli ad insegnarci il senso della vita. E’ il loro modo di pensare, libero da preconcetti, da dietrologie, libero dalla paura del diverso, anzi desideroso di conoscerlo, curioso all’inverosimile, a farci rendere conto di quanto siano ristretti i confini mentali degli adulti, irrigiditi dal terrore di chi non si conosce, uno “straniero” che viene respinto o emarginato, non accettato e, infine, non voluto.


holl ingresso-

Descrizione:

“gente di strada”

6 elementi che dipingono noi stessi(in uno c’è l’autoritratto dell’artista) di come ognuno di noi rappresenti tutti e nessuno siamo tutti gente di strada che ogni tanto smarriamo la via di casa, fino a quando non ritroviamo noi stessi oppure ci perdiamo completamente.

Camera n°1

Descrizione:

“homless gente di strada”

tre elementi pittorici di gente comune alla ricerca di se stessi nel mondo

Camera n°2

Descrizione:

“Vincenzo Licata”

3 elementi che rappresentano Vincenzo Licata, uno dei maggiori poeti dialettali siciliani di tutti i tempi, nacque il 21 giugno 1906 a Sciacca, dove morì il 26 gennaio 1996. qui l’artista vuole cogliere l’aspetto psicologico e poetico del personaggio attraverso studi cromatici.

Camera n°3

Descrizione:

“Creazione”

Creazione  e sperimentazione .Qui l’artista vuole far riflettere su tre cose il primo rendere omaggio a Michelangelo Buonarroti ed alle sue grandi opere come la creazione Ma da lì parte una scintilla la nascita di qualcosa di importante Nasce un’idea Quest’idea va però sviluppata e portata allo stadio finale

Camera n°4

Descrizione : Filippo Bentivegna morì all’età di 79 anni il 1º marzo del 1967. Il suo lavoro, per lungo tempo, rimase in abbandono; molte opere, lasciate incustodite, furono distrutte, perdute o oggetto di sciacallaggio. Nel 1968 arrivò a Sciacca un collaboratore di Jean Dubuffet, l’artista e teorico dell’ Art Brut, che voleva constatare di presenza la reale portata dell’arte primitiva del “pazzo di Sciacca”. Contattati i parenti, riuscì a visitare il Giardino Incantato, riuscendo anche ad ottenere delle teste di Filippo da portare in dono a Dubuffet, il quale le inserì nella sua collezione. Oggi quelle stesse teste sono esposte al Museo dell’Art Brut di Losanna, istituito in memoria di Dubuffet. Il Castello incantato di Filippo Bentivegna, oggi fondo di proprietà della Regione Siciliana, è gestito da una cooperativa culturale; è stato oggetto di studi critici come opera significativa del Novecento.

Camera n°5

descrizione: omaggio a Rosario bruno un maestro d’arte saccense

camera n°6

descrizione: omaggio a Leonardo fisco pittore e scultore Saccense

canera n°7

descrizione:

“klimt”

Particolare del “Le tre età della vita” La tela unisce il decorativismo geometrizzante a un’inattesa introspezione psicologica nelle espressioni delle figure. la tenerezza protettiva nella giovane donna e l’abbandono sicuro del bambino.

camera n°8

descrizione :

“città invisibili”

sono rappresentazioni creazioni immaginifiche ottenute dalla rielaborazione e reinterpretazione degli spazi vissuti o visti, abitate dalle nostre emozioni .

camera n°9

descrizione :

“monalisa”

grande capolavoro di Leonardo da Vinci rielaborato e reinterpretato dall’artista.

camera n°10

descrizione:

“poeta licata”

qui oltre a rendere omaggio al grande poeta saccense l’artista vuole catturare gli aspetti psicologici del personaggio con lo studio di nuovi materiali tipo plexigras.

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